Tutta la vita davanti. E dietro tutti quanti.
Mi sa che Virzì con questo film ha fatto il botto. Va beh, sempre di Virzì si tratta, quindi più che di botto, trattasi di uno scoppietto, come quando schiacci le bolle di plastica per imballaggi, mitico anti-stress di cui, a dirla tutta, guardando il film ci sarebbe un gran bisogno. Perchè è vero che si ride, che la protagonista (Isabella Ragonese) è simpatica, e pure la Ferilli, che c’è Mastandrea, che Elio Germano è bravissimo e Ghini pure, che si vede una tizia nuda, però che frustrazione e che fatica arrivare alla fine senza gridare l’esasperazione, digrignando i denti, imprecando contro quel Paese Italia che Virzì un pò stilizza ma mica tanto. Un film eccessivo e pieno di macchiette e di cliché come tutto il cinema di Virzì, ma pure l’Italia in fondo lo è, eccessiva e piena di macchiette e di cliché.


L’argomento call center è una cosa seria, Virzi si occupi di altro.
A me è piaciuto tantissimo!
Il film non è male davvero. Commedia all’italiana pura, con delle belle trovate e un buon ritmo.
Mi ha lasciato l’amaro in bocca…sicuramente non lo rivedrò…mi mette ansia!
Si, a tratti mette anche un pò d’ansia. Soprattutto se si ha esperienza di call-center.
Montag, ma tu lo sai chi ha scritto il libro da cui è tratto questo film???
Ah, se solo sapessi…
Lo so lo so, non lo sapessi ma lo so.
QUALCHE FORZATURA UN LEGGERO ESAGERARE CHE DENOTA UNA MANCANZA DI CULTURA DI ORIGINE ,COMUNQUE BENE DONATA
?