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Killing in the name of

Sarà che i Novanta per me son stati come i Sessanta per mio padre, sarà quindi che avevo dodici anni nel 91 e venti nel 99, sarà forse per questo, ma quel decennio ha avuto un che di favoloso. E parlo di musica, chiaro. Il decennio dei Nirvana e del grunge, certo, ma non solo. La Generazione X ha goduto di tanta ottima musica, magari non tutta degna di fare Storia, ma sicuramente ancora valida e fresca, almeno nelle sue espressioni migliori. I Rage Against The Machine, ad esempio. La loro Killing in the name of, di sicuro. L’hanno chiamato  “crossover” quel genere, se non ricordo male. Certo mescolavano parecchio, metal, funk, hard rock e hip hop. Avevano una sezione ritmica impressionante, un ottimo chitarrista (Tom Morello) e un vocalist coi ricci e una gran presenza (Zack de la Rocha).
Un pomeriggio di metà anni Novanta, poco più, io e mio cugino (mio cuggino mio cuggino), mio cugino quello rock, coi capelli lunghi e la chitarra come fosse sempre a tracolla, entriamo in una sorta di garage adibito a sala prove da una band di amici. Fu come una rivelazione. Voglio dire, io e lui stavamo pensando di mettere su una band tutta nostra, e questi ci sembravano cazzutissimi, volevamo essere loro. Beh, questo è troppo, certo io avrei voluto essere al loro posto mentre facevano Killing in the name of, dei Rage Against the Machine. Avrei voluto essere dalla parte giusta del microfono a urlare Fuck you I won’t do what you tell me.

Sarà Killing in the name of a dirmi che sono vecchio. Quando la metterò e non mi verrà voglia di pogare esattamente come dieci, quindici anni fa.

KILLING IN THE NAME OF!

  1. 21 gennaio 2009 alle 6:24 pm | #1

    Ho uno strano rapporto con i RATM.
    Dirompenti e incendiari quando vennero fuori.
    Un paio di dischi epocali.
    Poi bum, per svariati motivi.
    Ma mi attendevo molto molto di più da loro, in prospettiva.
    Ma, come si suol dire, ad ognuno il suo destino.

  2. 23 gennaio 2009 alle 9:03 am | #2

    RATM, Killing in the name of, Massimo, liceo, pomeriggi ad oristano, camicie a quadri, capelli cortissimi, zaino pesante, versioni di greco

    Tutto in logico ordine, come nel Bersaglio della settimana enigmistica. Ma con una logica tutta mia.

  3. 23 gennaio 2009 alle 5:52 pm | #3

    mitica, non ho parole…

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