What would you do

Nel 2003 Edie Brickell, di cui più o meno tutti conoscono o dovrebbero conoscere almeno What I am e Circle, ha pubblicato un album dal titolo Volcano, perfetto per domeniche pomeriggio piovose come questa che sta per finire. Sarà per quella sua voce che col passare degli anni si è fatta sempre più malinconica, sarà perché è un album molto acustico e, semplicemente, pieno di belle canzoni da riempirci un pomeriggio in cui di uscire non se ne parla, di guardare la tv meno che mai.
Edie Brickell è davvero una grande, estremamente e ingiustamente sottovalutata. Questa What would you do, in versione a due chitarre acustiche e fascia sui capelli che fa molto folk, è molto rappresentativa della sua classe.

~ di mrmontag su 8 Novembre 2009.

5 Risposte to “What would you do”

  1. Mi hai tolto il post di bocca…:-)
    Sono totalmente d’accordo.
    Non conosco Volcano, ma Shooting rubberbands eccetera è uno dei dischi che non mollerei mai. Lei è strepitosa e clamorosamente sottovalutata.

  2. Shooting rubberbands era strepitoso…Volcano è diverso, un po’ più intimista forse, magari meno “unico”.

  3. Neanch’io conoscevo questo album,però i primi tre ce li ho e a me è piaciuto parecchio anche Picture Perfect Morning.

  4. Ciao , “What I am ” è una delle canzoni che più adoro in senso assoluto , e poi lei aveva un ‘aria dolcissima e una voce deliziosa.
    Non l’ho piu seguita molto ma vedrò di recuperare qualcosa.
    A mio parere troppo sottovalutata , ma se non sbaglio lei stessa si è tirata fuori dalle scene musicali ben presto…
    Ottima segnalazione. :)

  5. Ciao Max, più che tirarsi fuori è vero che ha sempre fatto il suo onesto lavoro senza troppa pubblicità. Ma vale la pena seguirla ancora.
    Grazie della visita.

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