Il leader dei Veils si chiama Finn Andrews ed è figlio di uno degli XTC (uno di quelli di passaggio, diciamo, ché gli XTC in fondo erano Partridge e Moulding, ma comunque essere figlio di uno che ha suonato le tastiere per quei due geniacci non è male).
[Track 128] Under the folding branches – The Veils
[Track 123] Rosé – The Feeling
Già me l’immagino l’amico mio che mi dirà che son noioso. E magari c’ha pure ragione eh, sono sportivo io, però…
[Track 110] The National Anthem – Radiohead
C’è un bel libro di Chuck Klosterman che si intitola Il giorno in cui il rock è morto. Almeno in Italia, in originale il titolo è un più aderente Killing yourself to live. E’ il racconto di un viaggio di Klosterman nei luoghi tragici del rock: Roskilde, Gillsburg, il Dakota a New York, il Chelsea Hotel. Ma è anche un libro estremamente divertente.
[Track 109] Bubbles – Biffy Clyro
Ok, questa mia svolta indie comincia a suonarmi come una specie di crisi di mezza età anticipata, ma ho deciso di non curarmene. Forse sono sempre stato indie dentro, qualsiasi cosa significhi. Comunque, mi piacciono i Biffy Clyro.
[Track 108] Fire – Kasabian
Nel 2009 i Kasabian hanno fatto l’album dell’anno (va beh, uno dei primi dieci, almeno).
[Track 106] For the meantime – The Rifles
A settembre tornano i Rifles con un nuovo album.
[Track 104] Joe’s head – Kings of Leon
Joe’s head stava sul primo album dei Kings of Leon.
[Track 94] Love is a losing game – Amy Winehouse
Adesso tutti in fila che in fondo era nell’aria, che se l’è cercata, che è giusto così. Amy Winehouse era fortissima, una voce stupenda, un’artista unica.
[Track 88] A Sunday smile – Beirut
Scaruffi dice che questa è una polka e io mi fido, anche se mi viene da fare un-due-tré un-due-tre come fosse un valzer. Ma in fondo chissenefrega di cos’è – e poi il maestro è lui, Scaruffi, mica io – quello che importa davvero è che questo pezzo mantiene la promessa del titolo: A Sunday smile. E’ esattamente questo, niente di più.
[Track 84] Alfredo – Baustelle
Trent’anni fa cominciava ula tragedia di Alfredo Rampi detto Alfredino, 6 anni, caduto in un pozzo a Vermicino e mai più recuperato.
Era il 10 giugno del 1981 e tutto si svolse in diretta televisiva.
[Track 82] Andate tutti affanculo – The Zen Circus
Non sono molte le ragioni che mi hanno tenuto lontano dagli Zen Circus. Anzi direi che sostanzialmente la ragione è una sola: con le novità italiane sono lento.
[Track 79] Everybody’s got to learn sometime – Beck
Ascoltando l’originale dei Korgis – giugno 1980 – ci vuole un po’ più di fantasia, ché i suoni son quelli che sono e il risultato è ottimo solo relativamente a quelle compilation rosse, con il cuore in copertina, che a San Valentino cercano di propinarti praticamente ovunque e si intitolano Le più belle canzoni d’amore.
[Track 76] Fluorescent adolescent – Arctic Monkeys
Ok amico, ti stavo annoiando? bene, proviamo a risalire in quota. Lo so che non lo ammetterai mai, ma con questo pezzo comincerai quasi senza accorgertene a simulare una Ludwig sulle tue ginocchia, seduto sul letto con una faccia schifata come quando ascoltavo i Pavement cazzo.
[Track 75] Challengers – The New Pornographers
Quando ho sentito il loro ultimo album, Together, uscito nel 2010, ho pensato subito tre cose: 1) bello, 2) certo sembrano i Fleetwood Mac, con quella voce alla Stevie Nicks, quelle chitarrine e quelle melodie stile Rumors e 3) nome molto figo per una band, The New Pornographers.
[Track 69] Orange sky – Alexi Murdoch
American life (titolo originale Away we go) è un gioiello. Uno di quei film che hanno tutto al posto giusto.
Intanto la storia è scritta da Dave Eggers (con la moglie):
[Track 60] Carry on up the morning – Babyshambles
Pete Doherty. Di fronte a lui ecco spontanea la domanda: è un artista maledetto o un maledetto cazzone? Per molto tempo mi sono dato la seconda risposta. Ma era un pregiudizio.
[Track 59] Chicago – Sufjan Stevens
Non ho ancora capito se Sufjan Stevens è un genio o uno sbruffone. Sono ancora perplesso di fronte alla sua produzione ed è un mio limite sicuramente.
[Track 49] Naive – The Kooks
Sì, stamattina ho sentito la parola naive e ho subito pensato a Naive dei Kooks.
Gli anni Zero si son divorati tante di quelle “next big things” che si farebbe fatica a ricordarne la metà. E a pensarci bene questo significa che comunque è uscita tanta buona musica, in quel decennio.
[Track 40] Nothing like you and I – The Perishers
Oggi su Repubblica ho letto un articolo in cui si parla della degenerazione affaristica del Music Genome Project, la tecnologia che cataloga il “DNA” delle canzoni. Della degenerazione ora poco mi importa, il punto è Pandora, la mitica radio online che utilizza quella tecnologia per elaborare playlist ispirate ai gusti musicali degli utenti, una sorta di radio personalizzate.
[Track 34] Island in the sun – Weezer
Forse non lo sapete, ma questa canzone si può ascoltare anche venti, forse trenta volte al giorno, senza mai stancarsi. Forse non lo sapete, ma questa canzone parla di pomeriggi romani a cazzeggiare fra amici. E di birra fresca – no, ghiacciata mai – al bar sotto casa.
[Track 18] Virginia – Jeevas
Quando Crispian John David Boulting in arte Crispian Mills (Krishna Kantha Dasa) per gli amici Dodge si ritrova senza Kula Shaker – band di cui non si parlerà mai bene abbastanza – per sopravvenuto scioglimento mette su i Jeevas. Saranno poco più di una pausa di riflessione prima di tornare ai Kula Shaker.
[Track 7] Gold day – Sparklehorse
E’ passato un anno da quando Mark Linkous è morto, di nuovo e per sempre. Di nuovo perché già nel 96 finì in coma (antidepressivi e valium) e morì clinicamente per due minuti. Poi si riprese, sopravvivendo fino all’anno scorso, quando ha eguagliato il record di Stiv Bators, anche lui morto due volte.
[Track 4] Monkey – Low
Che poi uno può pure essere mediamente informato sulle uscite musicali, anche un po’ più che mediamente, ma alla fine non puoi conoscere tutto e non puoi accorgerti di tutto. Ed è frustrante.