E’ sempre stato il mio Beatle, George Harrison. Quei due – John e Paul – erano Lennon&McCartney va beh, ma lui aveva quel suono inconfondibile che poi era il suono dei Beatles. Doveva sbattersi più degli altri per far emergere il suo talento e almeno con All things must pass ha dimostrato d’essere a quei livelli, pacatamente.
[Track 133] Something – The Beatles
[Track 132] Beautiful night – Paul McCartney
Sabato vado a sentirmi Paul McCartney. Vado perché devo farlo. Vado perché altrimenti me ne pentirei, vado perché come posso, io, rinunciare alla cosa più vicina a un live dei Beatles che mi possa capitare? Vado, vado e basta.
[Track 130] In the mouth a desert – Pavement
“Tu ascolti i Beatles, come cazzo fai ad ascoltare questi?”
[Track 129] Govinda – Kula Shaker
La sera c’era Planet Rock e poi, al suo posto, Suoni e Ultrasuoni. Ecco, nel 96 direi ancora Planet Rock, ma posso anche ricordare male.
[Track 121] Revolution – The Beatles
In questi giorni, dopo i fatti di Roma, ho letto molti commenti che sostanzialmente sostenevano che violenze e devastazioni fossero in qualche modo necessarie e comunque naturalmente parte delle rivolte contro il sistema e che quindi se si accettano le rivolte dei Paesi arabi non ci si può scandalizzare rispetto ai “neri incappucciati”. Il paragone mi è ovviamente sembrato parecchio forzato – per usare un eufemismo – ma mi ha fatto venire in mente una cosa cantata da Lennon.
[Track 115] Smells like teen spirits – Nirvana
Vent’anni fa i Nirvana pubblicavano Nevermind.
[Track 106] For the meantime – The Rifles
A settembre tornano i Rifles con un nuovo album.
[Track 98] Sowing the seeds if love – Tears for Fears
Sowing the seeds of love è dello stesso anno del pezzo precedente, 1989 e i Tears for Fears erano inglesi come gli Stone Roses.
[Track 92] Saturday in the park – Chicago
Il Centro del Disco di Oristano è stato il primo negozio di dischi che ho conosciuto. Per parecchi anni, l’unico frequentato con una regolarità fin troppo assidua se messa in relazione alla mia capacità d’acquisto, capacità che definirei poco più che nulla.
[Track 85] I am the walrus – The Beatles
Amico, come ti dicevo, ti pare possibile che I am the walrus sia un pezzo del 1967? Quarantaquattro anni, cazzo. Quarantaquattro anni fa i Beatles facevano queste cose.
[Track 73] Jump into the fog – The Wombats
Prendono il nome da un marsupiale australiano, vengono da Liverpool come i Beatles, sono adrenalinici come le scimmiette artiche e strizzano l’occhio a certo synth pop anni Novanta.
[Track 64] Day after day – Julian Lennon
Julian Lennon è il figlio sfigato di John. Quello nato in piena Beatlemania, quindi quello che il padre non si è praticamente filato per quasi tutta l’infanzia, quello che non era figlio del grande amore Yoko ma dell’amore di gioventù Cynthia. Quello che il padrino di battesimo era il manager dei Beatles Brian Epstein, morto quando Julian aveva quattro anni. Quello che si era riavvicinato al padre, ma poi gliel’hanno ammazzato.
[Track 63] Hey bulldog – The Beatles
Tra le pieghe degli album dei Beatles si trovano i loro pezzi migliori, quelli che hanno resistito anche meglio al tempo, quelli che ancora oggi suonano incredibilmente bene, “avanti”.
[Track 53] Watching the wheels – John Lennon
Se dovessi scegliere il mio pezzo preferito di Lennon, Watching the wheels sarebbe sicuramente tra i due o tre fra i quali estrarre il prescelto. Intanto perché è un gran bel pezzo, è chiaro, una di quelle cose del Lennon solista che non sfigurano di fronte ai classici dei Beatles. E poi per il testo.
[Track 52] Porpoise song – The Monkees
I Monkees erano una farsa. Per rispondere al successo dei Beatles, un produttore americano mette sotto contratto quattro ragazzi con ridotte competenze musicali per girare una serie televisiva su una pop band: i Monkees, appunto.
[Track 43] I’ve got a feeling – The Beatles
Ogni scusa è buona per riascoltarsi un pezzo dei Beatles. E siccome oggi è 10 aprile e il 10 aprile del 1970 è la data in cui si sono ufficialmente sciolti – la data in cui McCartney ha comunicato al mondo di non voler più far parte di quel gruppo chiamato Beatles e che da almeno un anno, in realtà, era morto e finito e tutti e quattro pensavano ad altro – direi che la scusa è perfetta.
[Track 36] A taste of honey – Herb Alpert
Bastano poche note di questo pezzo ed è subito domenica. La versione di Herb Alpert (& The Tijuana Brass) di A taste of honey ha accompagnato buona parte delle mie domeniche pomeriggio. Adesso capita molto più raramente e negli ultimi anni avevo praticamente smesso di ascoltarlo.
[Track 33] Diario – Equipe 84
Mi è tornata in mente questa canzone. Ce l’avevo in un cd che raccoglieva una decina di canzoni che nulla avevano a che spartire tra loro, uno di quei cd che probabilmente erano in omaggio con un detersivo o qualcosa di simile. Non ho mai avuto l’album in cui è inserita e, del resto, tutto ciò che avevo in casa dell’Equipe 84 – roba di mio padre – riguardava il periodo precedente, quello d’oro, i favolosi anni Sessanta, per intenderci.
[Track 31] Caught by the fuzz – Supergrass
Certo, ora è tutto sottomano, comodo, comodissimo. Un click e via. Ma i bei tempi del liceo non si battono.
[Track 29] Heaven and earth – Blitzen Trapper
A volte ci arrivo tardi. Mi fanno sentire una canzone e sì, non male, ma si chiude lì. Perché non è il momento. La poggio come su un comodino immaginario, come si fa con un libro che prima o poi si leggerà. E poi sopra ci finiscono altre cose, però. Una due tre, decine di cose. Centinaia. E a volte me ne dimentico.
[Track 26] Sub-Rosa Subway – Klaatu
Ci sono due modi di vedere le cose.
Banalmente, Sub-Rosa Subway è un piacevole pezzo pubblicato nel 1973 dai Klaatu, band canadese attiva fino ai primissimi anni Ottanta, debitrice verso i Beatles di un certo gusto melodico, meteora che non ha lasciato tracce di sé nella storia del rock.